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Terapia bruxismo

Terapia bruxismo
Terapia bruxismo, una via per risolvere il problema?

Prima di rispondere a questa domanda e capire quali sono le terapie per combattere il bruxismo e i possibili rimedi, cominciamo con una panoramica su questa patologia.
Esistono 2 tipi di bruxismo: centrico (si serrano i denti) ed eccentrico (si digrignano i denti) ed entrambi possono essere notturni o diurni, anche se di solito il problema si verifica di notte, durante il sonno.

A seconda dell’abitudine al bruxismo e, quindi, al livello di gravità della patologia, si può suddividere in 3 gradi. Una volta definito il grado, si potrà valutare la conseguente terapia per bruxismo da applicare.

- Grado I
- Grado II (abitudine consolidata)
- Grado III (potente abitudine

Premesso tutto ciò, in assenza di un’adeguata terapia il bruxismo può portare alla comparsa di altri problemi associati, oltre all'usura dei denti. Qualche esempio? Sensibilità dei denti al freddo o al calore; tensione muscolare del collo e della schiena; mal di testa e insonnia.

Terapia bruxismo: alcuni rimedi efficaci

In alcune persone, le uniche terapie di bruxismo efficaci sono alcune tecniche di rilassamento per ridurre accumuli di stress e ansia, autoipnosi e altre terapie alternative, ma a volte (nei casi meno gravi) è sufficiente la modifica dei comportamenti diurni per ridurre il bruxismo notturno.
L'eziologia del bruxismo non è inoltre del tutto chiara e ci sono varie opinioni contrastanti al riguardo. Tuttavia, diverse indagini hanno stabilito una correlazione tra questa patologia e lo stress, portando a soluzioni di terapia contro il bruxismo adeguate. Scopriamole nel dettaglio!

Terapia bruxismo: modelli di intervento

Per curare il bruxismo si può intervenire in due modi: a livello dentale e a livello psicologico-comportamentale. Parlando delle possibilità di terapia bruxismo e digrignamento dei denti possono essere risolti attraverso tre tipi di soluzioni prettamente “dentali”:

1. aggiustamento occlusale, consistente nel ripristino dell'occlusione mediante il bilanciamento dei denti
2. utilizzo di miorilassanti
3. uso di regolatori occlusali, come stecche e dispositivi interocclusali, realizzati in materiale acrilico che impedisce il contatto tra i denti delle due arcate.

Nei casi più gravi, sarà comunque necessario l’utilizzo di una protezione in resina dentale, il cosiddetto “bite”, fondamentale per prevenire lesioni permanenti ai denti.
Come funziona il bite? In breve, il meccanismo dello splint è quello di portare la mascella in una posizione rilassata, in modo che il paziente non possa digrignare in maniera consistente e costante i denti. Questo, oltre a prevenire il progressivo danneggiamento dei denti, elimina anche il dolore alla mascella, alla testa o all'orecchio, che si verifica a causa del sovraccarico muscolare dei muscoli masticatori.

Anche se questa è la terapia per bruxismo più comunemente utilizzata, non è comunque una soluzione definitiva al problema. Il suo ruolo nel trattamento è quello di evitare il contatto improvviso tra le arcate dentali e abituare a nuovi movimenti l'articolazione temporo-mandibolare per un adattamento dell'occlusione, accompagnati da una successiva programmazione propiocettiva.

Un fattore da tenere bene a mente: sebbene queste tecniche siano immediatamente efficaci, se il trattamento viene abbandonato il bruxismo molto probabilmente si ripresenterà.

Per chiudere l’articolo, ora, parliamo invece delle terapie contro il bruxismo di natura psicologico-comportamentale.

Ecco quindi un elenco delle quattro tipologie di terapia per bruxismo, in particolare quello notturno:
- biofeedback. Si tratta di una terapia per bruxismo associata al rilassamento facciale e basata sul fatto che uno degli aspetti più caratteristici della patologia riguarda l'aumento dell'attività elettromiografica di alcuni gruppi muscolari, in particolare il massetere. Poiché l'attività elettromiografica di questo muscolo può essere controllata volontariamente quando si riceve un feedback visivo e / o uditivo da esso, l'obiettivo principale del biofeedback è insegnare al paziente a distinguere tra alti e bassi livelli di tensione nel muscolo in questione, attraverso le informazioni fornite dal dispositivo di biofeedback. Alcuni autori combinano questa pratica con l'allenamento per il rilassamento dei muscoli facciali
- biofeedback elettromiografico. Viene utilizzato nel paziente addormentato, in modo tale che il dispositivo biofeedback inneschi un allarme che risvegli il paziente stesso. Una volta svegliato, il paziente deve spegnere l'allarme e alzarsi per scrivere vari aspetti relativi alla qualità del sonno. I risultati ottenuti con questa tecnica, secondo vari studi, sembrano promettenti
- tecniche di rilassamento. È noto che alti livelli di stress durante il giorno aumentano il comportamento disfunzionale bruxistico di notte. Pertanto, l'allenamento verso il rilassamento offre di solito un netto miglioramento a queste persone
- pratica massiva. Questa è una tecnica ampiamente utilizzata per controllare le abitudini nervose come i tic. Si basa sull'idea che il comportamento bruxista è una risposta appresa per allentare le tensioni. Pertanto, al paziente viene richiesto di eseguire consapevolmente il movimento bruxistico, per un periodo ripetuto, alternandolo ad un altro in cui vengono fatti riposare i muscoli interessati. In questo modo, si innesca il processo inverso e il comportamento bruxista dovrebbe scomparire. Va sottolineato che, sebbene questa tecnica sia stata molto efficace nel trattamento dei tic, come terapia per il bruxismo i dati sulla sua efficacia sono molto contraddittori.
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