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Impianto dentale quando manca l'osso

Impianto dentale quando manca l'osso
L’implantologia si adatta alle diverse esigenze dei pazienti quando si tratta di ricostruire i denti. Ad esempio ci sono moltissimi casi in cui si richiede un impianto dentale quando manca l’osso, spesso una soluzione obbligata in determinate situazioni. Questa perdita di osso è generalmente causata dall'estrazione del dente, sebbene possa anche essere causata da altre cause come parodontite, trauma, diabete o osteoporosi. Comunque sia, l'osso in questi casi agisce come un organismo funzionale che, nel momento in cui smette di svolgere uno dei suoi compiti abituali come la masticazione, inizia un processo di riassorbimento che porta a una graduale riduzione delle sue dimensioni. Pertanto, è di vitale importanza riabilitare la bocca il prima possibile per evitare che siano necessarie tecniche chirurgiche più complesse.

Le tecniche di rigenerazione dell’osso

Quando questa situazione di perdita ossea è già stata stabilita nel paziente, è necessario eseguire tecniche di rigenerazione dell'osso per poter posizionare gli impianti dentali e ripristinare così la loro funzione masticatoria ed estetica. A seconda se questa perdita ossea si verifica a livello della mascella superiore o della mandibola, e se detto deficit osseo sia in altezza o in larghezza, verranno utilizzate alcune tecniche rigenerative. Con un impianto dentale quando manca l'osso si potrà comunque sfruttare i suoi vantaggi anche in assenza di osso sufficiente.

I casi considerati difficili per gli impianti dentali

Per realizzare un impianto dentale quando manca l’osso viene eseguito un semplice intervento che prevede il ripristino della membrana del seno o della membrana di Schneider, correggendone la posizione. Quando la quantità di osso è scarsa diventa difficile inserire gli impianti dentali. Ci sono però anche delle condizioni di salute generale che rendono difficile ogni tipo di intervento, ad esempio per i pazienti con problemi cardiaci, problemi di coagulazione o con patologie sistemiche importanti.

Ad esempio la parodontite, una malattia che colpisce i tessuti di supporto del dente, può erodere l’osso. In caso di inserimento implantare ci sarebbe quindi un serio rischio di fallimento per riassorbimento dell’osso intorno all’impianto. Per questo motivo i pazienti che soffrono di parodontite vengono prima trattati con una terapia di igiene, una levigatura radicolare e poi con la chirurgia parodontale così da arrestare la malattia. La parafunzione, ovvero il serramento o digrignamento dentale, è un altro fattore di rischio per via dell’elevato carico masticatorio che viene esercitato sugli impianti con un possibile riassorbimento osseo. Ci sono anche casi di mancanza di osso che può verificarsi a seguito di un riassorbimento per via di infezioni dentali o gengivali in seguito a estrazioni dentali pregresse.

Un impianto dentale quando manca l’osso può essere la soluzione migliore in una vasta gamma di situazioni. Di solito le strategie più utilizzate per superare le gravi atrofie sono l’utilizzo di impianti inclinati, l’utilizzo di impianti corti e la rigenerazione ossea.

Periodo di maturazione prima dell'impianto dentale

Questa efficace procedura di rigenerazione ossea richiede un periodo di maturazione dopo l'intervento per consolidarsi, una fase la cui durata varierà a seconda delle caratteristiche di ciascun paziente. Una volta consolidata la struttura, i dentisti analizzano in modo esaustivo le misurazioni ossee attraverso un CAT, assicurandosi che soddisfino i requisiti ottimali per eseguire, ora, l'impianto corrispondente, un processo in cui, come abbiamo già detto, vengono utilizzati sempre impianti in titanio.

Cos’è la rigenerazione ossea

Ma di che si tratta se parliamo di rigenerazione ossea? Si parla di una procedura chirurgia che consente di ricostruire o a indurre la nuova formazione di osso. Inserire un impianto dentale quando manca l’osso è possibile ma spesso e volentieri bisogna eseguire una operazione di rigenerazione ossea, una procedura chirurgica che consente di ricostruire o indurre la nuova formazione di osso laddove non ve ne sia a sufficienza per l’inserimento di un impianto dentale. Per questa tipologia di interventi vengono utilizzati dei biomateriali o di innesti provenienti dal paziente stesso. L’osso viene rigenerato con delle membrane in collagene e osso sintetico oppure con materiale prelevato da altre zone donatrici intra o extra orali. Verrà poi posizionato nelle zone mancanti dove si dovranno inserire gli impianti. Tra i vari interventi di rigenerazione si attua anche il piccolo o grande rialzo di seno mascellare che consente il posizionamento contestuale o successivo di impianti dentari.

Come mettere gli impianti senza o con poco osso

Si possono mettere degli impianti dentali anche senza osso ma bisognerà prima eseguire un innesto osseo, un intervento che consiste nell’aggiungere dell’osso nelle aree in cui è carente. Si dovrà prendere una piccola porzione di osso da un’altra parte del corpo, di solito anca o mento, e poi posizionarlo nel sito in cui verrà inserito l’impianto dentale. L’innesto comunque è possibile anche utilizzando un osso di banca o di origine animale così da non prenderlo dal corpo. Per un impianto dentale quando manca l'osso ci sono quindi diverse soluzioni percorribili ma bisognerà confrontarsi con il proprio dentista e ascoltare i suoi consigli per evitare possibili problemi.
Impianto dentale quando manca l'osso