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Come togliere un ponte dentale

Come togliere un ponte dentale
Se vi state domandando come togliere un ponte dentale e cercate una risposta esaustiva e adeguata, allora siete nel posto giusto. Questo sarà infatti l’argomento dell’articolo e, oltre a spiegarvi in maniera dettagliata come si può togliere un ponte dentale, cercheremo anche di illustrarvi in modo chiaro e semplice una possibile alternativa. In quest’ultimo caso, analizzeremo infatti quando vi è la possibilità di riparare un ponte dentale, invece di doverlo togliere ed eventualmente sostituire: ma andiamo per ordine!

Come togliere un ponte dentale: informazioni generali

L'uso di corone e ponti per ripristinare la dentatura di un paziente è un trattamento effettuato dai professionisti regolarmente. Nonostante i progressi fatti nel tipo di materiale e nelle tecnologie utilizzati per costruire questi tipi di protesi (e anche con i il tipo di cemento usato per conservarle), può capitare che si verifichino guasti e la necessità di sostituire corone e ponti. Per questo motivo, risulta fondamentale sapere come togliere un ponte dentale?

Le ragioni del fallimento possono essere molteplici e la carie è la causa più comune. La longevità della protesi varia a seconda della tipologia.

Mentre la rimozione di un ponte dentale temporaneo è di solito molto semplice, la rimozione di una corona definitiva è decisamente più impegnativa. Per una corona o un ponte temporaneo, il restauro può essere rimosso usando uno strumento manuale, di solito uno scaler dentale, una pinza o uno strumento apposito che permette di esercitare una forza parallela all'asse lungo del dente. Il ponte dentale viene poi spostato delicatamente fino alla rottura del sigillo di cemento. Il ponte viene quindi rimosso facilmente e senza causare traumi di alcun genere, rompendo il debole sigillo di cemento posizionato fra il dente e il restauro.

Come togliere un ponte dentale: considerazioni cliniche per l'approccio conservativo allo smontaggio

La fornitura di ponti per i pazienti può richiedere molto tempo e denaro. Inoltre, vi sono anche delle circostanze in cui un approccio conservativo, quindi cercare di evitare la rimozione di un ponte dentale, può aiutare il medico e/o altresì ridurre l'onere finanziario per il paziente. Risulta quindi fondamentale, per il paziente, evitare di scoprire da solo come togliere un ponte dentale e, quindi, non provare a farlo con “soluzioni fai da te”; per evitare ulteriori complicazioni, meglio recarsi da uno specialista: sarà lui a guidarvi e a decidere come procedere nel modo migliore e più sicuro possibile. Il dentista potrebbe infatti anche decidere di non rimuovere il ponte e, magari, può trovare una soluzione per evitare al proprio paziente di dover ricominciare da capo e mettere un ponte nuovo.

Come togliere un ponte dentale: classificazione dei sistemi di rimozione

Sono disponibili diversi meccanismi per togliere un ponte dentale non funzionante, ma non ci sono informazioni pubblicate sulla classificazione dei sistemi disponibili per la loro rimozione. Perciò, è logico classificare questi sistemi in diversi gruppi che possono aiutare un medico a scegliere un particolare tipo di sistema a seconda della situazione clinica. I sistemi possono essere raggruppati in tre categorie:

1. Conservativo: in questo caso, il ponte dentale rimane intatto. Funziona in generale applicando una forza di percussione o di trazione, rompendo il cemento e permettendo di rimuovere il ponte stesso
2. Semiconservativo: vengono arrecati lievi danni al ponte, che tuttavia potrebbero essere potenzialmente riutilizzato. Questa tecnica prevedono il taglio di un piccolo foro nella protesi, che consente di applicare una forza tra la preparazione e il ponte, così da riuscire a rompere il cemento
3. Distruttiva: protesi danneggiata e non riutilizzabile. Le corone sono sezionate che consentono di staccare la seduta.

Soluzioni alternative: la riparazione di un ponte dentale

Parliamo ora, per finire, di una possibile alternativa come risposta alla domanda “come togliere un ponte dentale?”. In quest’ultimo caso, in realtà, più che di rimozione bisogna parlare di riparazione.

Cominciamo, però, con una premessa: il trattamento per riparare un ponte dentale dipende dalla causa del fallimento. Se il problema riguarda un moncone del dente, il dentista deve rimuovere il ponte. I ponti fissi sono in genere cementati ai monconi dentali, quindi ciò spesso richiede la rottura del ponte originale. Una volta che i denti di supporto sono stati trattati e se sono ancora sani, solo a questo punto sarà allora possibile realizzare un ponte di ricambio. Se il dentista non è in grado di ripristinare il moncone del dente, questo può essere sostituito con impianti che supportano un nuovo ponte. I monconi e i denti mancanti possono anche essere sostituiti con impianti posizionati chirurgicamente nell'osso mascellare.

Se il rivestimento in porcellana sul ponte è scheggiato o fratturato, ma il ponte è comunque solido, potrebbe a questo punto essere possibile per il dentista riparare il rivestimento, riuscendo così ad evitare di dover togliere il ponte dentale per metterne uno completamente nuovo. A volte i dentisti possono anche riparare un pontic (o dente finto) fratturato.
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